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Le Bici da Cronometro ~ 2

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Le Bici da Cronometro ~ 2 In evidenza

POSIZIONE delle BRACCIA sulle PROTESI: Quale deve essere la giusta postura e impugnatura delle protesi durante la crono? "Nella scorsa puntata avevamo detto che, sicuramente, la tendenza è quella che porta ad utilizzare protesi dritte. Alcuni corridori le tengono addirittura rivolte verso il basso, per tagliare l’aria il più possibile, come se si dovesse “inforcare” l’aria, aprirla in due, per rendere più performante l’avanzamento.

articolo 2 1 bici crono

Lo scopo è quello di esasperare al limite del possibile la posizione chiusa, ovviamente tutto questo lo dico per la mia esperienza fatta in galleria del vento. Anche se dobbiamo considerare che se poi ti chiudi troppo è probabile che non riesci più a rendere al 100%. Quindi, per trovare il giusto compromesso si renderanno necessarie un po’ di prove. Ritorno di nuovo a ribadire il concetto che ci deve essere sempre e comunque un buon dislivello tra sella e manubrio (almeno 15cm), la schiena deve stare bassa o parallela al terreno il più possibile. Per far ciò avremo bisogno di una buona postura che potremo migliorare e raggiungere solo se ci prepareremo con un paio di mesi in anticipo dall’appuntamento con la nostra crono, che sicuramente non dovrà e non potrà mai essere improvvisata. Ecco che allora diventa importante fare molto stretching ed un buon allenamento un paio di mesi prima, ma di questo ne parleremo quando andremo a trattare la puntata dedicata alla preparazione ed all’allenamento specifico per la crono".

articolo 2 2 bici crono

POSIZIONE della TESTA e CASCO: dove e cosa dobbiamo guardare mentre pedaliamo? E il ciclo computer dove lo mettiamo?
"Premetto che durante una cronometro è molto importante essere coordinato e concentrato al massimo, dobbiamo seguire una linea e cercare di andare a tutta per quello che ci consentono la nostra condizione e le nostre possibilità di quel giorno. Inutile guardare continuamente il contachilometri, poiché questo ci farà soltanto perdere concentrazione e secondi preziosi che, sommati tra loro, alla fine potranno fare una bella differenza. La causa è la coda del casco che abbassando la testa si alza, creando resistenza all’aria, ancora un esempio di ciò che è stato provato e testato in galleria del vento. Questa è una delle ragioni per cui alcuni costruttori hanno optato per dei caschi senza coda, vedi Sky con Wiggins all’ultimo Tour de France. Da ciò deriva il fatto che è meglio posizionare il nostro ciclocomputer in mezzo alle protesi, circa a metà della loro lunghezza, che non sulla pipa manubrio, che ci costringerebbe ad abbassare ancor di più la testa alzando troppo la coda del casco. Recentemente, alcune case hanno infatti sviluppato delle staffe di prolunga che consentono di posizionare il computerino anche oltre le protesi, senza però interferire con i manettini del cambio. Tutto a vantaggio dello sguardo che non ci costringerà più ad abbassare la testa alzando la coda del casco. Inoltre, ci tengo a sottolineare che nelle mie lezioni di bici, anche quando non si tratta di crono, ad esempio in quelle che faccio in collaborazione con Davide Cassani, non finisco mai di ricordare ai ciclisti che lo sguardo deve essere sempre lungo, e questo vale soprattutto nella crono. Ovviamente, la posizione ferma e statica ma aerodinamica, a lungo andare potrà arrecarci del dolore al collo, alle spalle, alle braccia ed avambracci, ecco perché diventa fondamentale lo stretching a cui accennavo prima. Infatti, devo dire che, se come italiani abbiamo molta cura e precisione nel badare alla posizione in bici, ne abbiamo un po’ meno rivolta alla pratica dello stretching prima di una gara, che purtroppo tendiamo a trascurare. Un merito che invece devo ammettere appartenere molto di più agli stranieri dai quali, sotto questo aspetto, forse, avremmo ancora qualcosa da imparare. E’ comunque vero che una crono, data la sua postura diversa da quella sulla bici da strada, necessiterà di un adattamento muscolare a questa specialità che dovrebbe essere affrontata da un granfondista che mediamente pratica già un minimo di 12-15.000 km all’anno. Non ci si può avvicinare alla crono così, a caso, ma ci vuole un po’ di esperienza alla base".
POSIZIONE della BORRACCIA: serve portarsela dietro? dove è meglio tenerla per farne un uso che non comprometta il nostro ritmo di pedalata?
"Serve portarla dietro se facciamo una crono di 20km o oltre. Altrimenti in un prologo di una decina di chilometri, potremmo anche farne a meno. E poi, a seconda della distanza, dobbiamo valutare quanta acqua metterci, per 20km direi mezza e non di più. Ci sono varie possibilità per posizionare la borraccia sulla bici da crono, oltre alla posizione classica nel triangolo del telaio, ossia dietro la sella o in mezzo alle protesi. Queste ultime due soluzioni sono usate di più nel triathlon, ossia adatte per le lunghe distanze, ma sono diverse tra di loro e, a parere mio, sconsigliate entrambe per le crono su strada. Quella di tenere la borraccia davanti tra le protesi, anche se l’uso della cannuccia consente di bere senza sfilarla, è una soluzione comoda ma non molto aerodinamica. Quella di posizionarla dietro è, all’opposto, molto scomoda, e richiede dei movimenti e delle contorsioni che, oltre ad essere rischiosi, fanno anche perdere aerodinamicità e tempo. Quindi, a mio parere, la soluzione migliore rimane quella delle borracce piatte o da 66mm di diametro (più piccole rispetto alle tradizionali e quindi più aerodinamiche) da posizionare sul tubo piantone e non su quello obliquo, in quanto su un telaio piccolo potrebbero risultare più difficili da estrarre".

 

Letto 485 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Agosto 2017 14:59
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