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Preparazione per Cronometro ~ 1

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Preparazione per Cronometro ~ 1 In evidenza

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Al termine di questo post ci renderemo conto come sia importante ascoltare il parere di un professionista, la cui esperienza non ha eguali e riscontri in nessun manuale o preparatore che non abbia provato sul proprio fisico tutto ciò che un campione del calibro di Max Lelli è in grado di raccontarci. Infatti, noteremo come Max sottolineerà più volte l’importanza di cose che noi tendiamo spesso a sottovalutare o prendere alla leggera, e che invece assumono un ruolo fondamentale nella preparazione.

Come ad esempio lo stretching prima e dopo ogni volta che saliamo in bici; il fatto di puntare ad allenamenti che ci facciano alzare la soglia; la gestione fisica sia in allenamento che in gara; l’abitudine alla sofferenza e la scelta nei percorsi da cercare con cura per i nostri allenamenti.

PRIMA E DOPO SEMPRE STRATCHING! Come abbiamo già appurato, la posizione sulla bici da crono è diversa da quella da strada, quindi come possiamo fare per adattarci al meglio ed in fretta? «Sulla bici da crono dovremo esasperare al limite la posizione, con le protesi che puntano quasi verso il basso, come per inforcare l’aria, consentendoci di avere una resa aerodinamica maggiore. L’adattamento a questa postura però ci richiederà di praticare molto stretching, sia 10 minuti alla mattina che 10 alla sera, con esercizi adatti che ci potrà insegnare un qualsiasi fisioterapista o il nostro massaggiatore. Al finedi un buon  rendimento, sarà infatti fondamentale dedicare questi 20 minuti al giorno allo stretching, che se praticato per 2-3 mesi prima del nostro appuntamento con la crono, si rivelerà utilissimo. Questo perché lo stretching ci consentirà di accorciare della metà i tempi di adattamento alla postura della crono, in confronto a non farlo mai, aiutandoci nel raggiungere una sempre migliore flessibilità del corpo, risolvendo problemi di gambe e di schiena sofferenti. In sostanza, lo stretching ci renderà la muscolatura molto più morbida. E questo non è valido solo per la postura legata alla bici da crono, ma anche per quella sulla bici da strada, che come sappiano è meno esasperata della specialità dedicata alla lotta contro il tempo. Possiamo aggiungere che lo stretching ci aiuterà ad essere molto coordinati e concentrati; tutte condizioni che ci serviranno nel seguire quella linea che ci farà perdere il minor tempo possibile, obbiettivo finale della nostra crono.»
PRIMA DI TUTTO ALZARE LA SOGLIA! Una volta trovata la giusta posizione in bici dovremo iniziare i nostri allenamenti fuori, sulle strade intorno casa. Come dovremo procedere? «Personalmente conosco e seguo molti preparatori, ma io continuo ad insistere che la prima cosa da fare nella preparazione di un allenamento sia puntare ad alzare la soglia. E per alzare la soglia vanno fatti dei lavori specifici,sia in percorsi vallonati che in pianura. Dopo un riscaldamento di 10-15 min, dovremo fare almeno un paio di serie di 20-25 min stando leggermente sotto la soglia, più o meno una decina di battiti. Tra le due serie dovremo fare un recupero di 10 min, mentre a finedelle due serie potremo chiudere con una ventina di minuti di scarico. Alla finediventa un bel lavoro che, tutto sommato, ci porterà ad un’uscita d’allenamento complessivo di circa un’ora e mezza. Questo tipo di lavoro andrà fatto per tre settimane e 3 volte a settimana, meglio se a giorni alterni.»
ALLA 4 ^ SETT. SI VA DIETRO MOTO! E dopo queste 3 settimane come dovremo procedere? «Dopo di che, alla 4 a settimana, faremo la stessa cosa, ossia con le tre uscite fatte da 2 serie di 25 min cadauna sotto soglia di 10 battiti, ma la seconda serie dovremo farla dietro moto. Per cercare di rimanere con i battiti giusti per tutti e 25 i minuti della durata della serie, dovremo dare indicazioni a chi guida di aumentare o diminuire la velocità. Dovremo cercare di rimanere costanti con i nostri battiti il più possibile. Mi raccomando solo di una cosa: ossia, per la vostra sicurezza, di tenere le mani sui freni e non sulle protesi. Solo nel caso in cui entrassimo in un ottimo feeling e sintonia con chi guida la moto (che oserei definire da potersi fidare ciecamente), allora e solo in quel caso potremo tenere le mani sulle protesi. Altrimenti lo sconsiglio vivamente, in quanto non siamo dei professionisti con un’esperienza di migliaia di chilometri e di anni d’esperienza alle spalle, e quindi meglio non rischiare. Altra cosa importante da ricordare è sulla scelta delle strade dove poter fare il dietro moto, ossia strade con un fondo stradale buono (poche buche e rotture nell’asfalto, specialmente quelle parallele alla strada con il rischio di infilarci le ruote dentro) larghe e poco trafficate da auto e camion. Sicuramente io, qui nella Maremma grossetana, sotto questo aspetto ero molto avvantaggiato. In città diventa sicuramente molto più problematico.»

Letto 1022 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Agosto 2017 14:59

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