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Preparazione per Cronometro ~ 2

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Preparazione per Cronometro ~ 2 In evidenza

LA CADENZA DI PEDALATA È FONDAMENTALE! Ma nel fare tutto ciò come dovremo comportarci in merito alla cadenza? «Come accennato nelle puntate precedenti, ricordo che nel ciclismo attuale è fondamentale la cadenza di pedalata. A differenza di quando correvo io, dove ancora non si dava molta importanza ad un’alta frequenza di pedalata, con il passare degli anni ci siamo sempre di più resi conto di quanto sia importante tenere alta la cadenza di pedalata,

sopra le 100 ped./min per intenderci, ma meglio se sempre intorno alle 110-115. Di più, ossia 120 ped./min è un qualcosa riservato solo ai professionisti, per gli amatori è molto difficile,per non dire impossibile. Ovviamente poi, anche questo dipende da ognuno di noi, che è strutturato in maniera fisica diversa. Ma sforzarsi ad aumentare il ritmo di pedalata è sicuramente un ottimo e fondamentale esercizio che, alla resa dei conti, potrà rivelarsi molto redditizio.»
SGUARDO SEMPRE LUNGO! Tornando a stretching e giusta postura in bici, questo ci aiuterà anche a tenere quello che tu chiami sguardo lungo, giusto? «Esatto, sia nelle mie lezioni di bici che con quelle che faccio con Davide Cassani, non mi stanco mai di ricordare che lo sguardo in bicicletta deve essere sempre lungo, specialmente quando parliamo di cronometro. Ecco che, ancora una volta, si renderà utilissimo e fondamentale aver fatto molto stretching durante la nostra preparazione atletica che, abbinato ad una postura ideale, ci consentirà di assumere, facilmente e senza mancanza di confortevolezza, quello sguardo che ci consentirà di guardare oltre. Non a caso posso dirti che spesso chi fora molto è proprio perché è distratto, non guarda oltre e mette le ruote nei posti sbagliati. Anche nel fare dietro moto dovremo ricordare di non guardare la targa o un punto fisso dietro il motorino per paura di andarci a sbattere, ma tenersi leggermente esposti a un lato del guidatore in maniera tale da guardare oltre la moto, individuando potenziali pericoli ancora lontani che quindi potremo evitare; come ad esempio una persona o un animale che improvvisamente possono attraversare la strada, una buca o dell’asfalto rovinato che ci potrebbero far cadere. All’inizio non saremo abituati a tenere quella distanza di 20-30 cm necessaria nel dietro moto, ma poi ci verrà automatico dopo qualche volta che lo facciamo. L’importante è tenere sempre le punta delle dita sui freni ed abituarsi a dosare bene quest’ultimi con molta sensibilità. Ma ti posso garantire che il guardare lungo e oltre non è d’aiuto solo nella crono e nel dietro moto, ma sempre quando andiamo in bici. D’altra parte anche in corsa, quando siamo in gruppo, non dobbiamo guardare le ruote di chi ci precede, ma sempre lungo.»
ABITUDINE ALLA SOFFERENZA! Comunque sia, anche dopo una buona preparazione, stretching e allenamento dovremo essere sempre pronti a soffrire, o sbaglio? «Girala come vuoi, ma come cerco di far capire fin dall’inizio anche ai ragazzini che seguo, la bici è uno sport di sofferenza, e che questa sarà la prima condizione a cui dovremo adattarci ed il primo avversario da battere. Il nostro lavoro primario sarà quello di adattare il fisico a sopportare la sofferenza il più possibile fin dall’inizio della pratica di questo sport che, nonostante ci faccia soffrire così tanto, tutti noi adoriamo. Ovviamente, quando sei in condizione, la tua soglia è più alta e sopporterai meglio la sofferenza; mentre, al contrario, quando non sei in condizione la sopporterai meno, però sempre sofferenza sarà, non sarà mai una passeggiata.» ok, d’accordo max, ma quella della crono è comunque una sofferenza diversa da quella delle corse su strada, o no? «Sì è vero, ma questo perché la crono richiede, come abbiamo detto fin ora, un adattamento muscolare diverso, dove la posizione fissa concentrata solo sulla pedalata, con l’assenza totale di qualsiasi altro movimento, crea dei dolori fissi al collo, alle braccia, alle anche, ecc. difficili da sopportare. Questo succede ancor di più a quei cicloamatori che vogliono avventurarsi alla cronometro senza un minimo di preparazione, e questo secondo me è sbagliato. Ecco che, per avvicinarsi ad una crono, se non vogliamo uscirne distrutti e pieni di dolore per due settimane, dovremo arrivarci con un minimo di preparazione, come abbiamo detto finora. Ovviamente, il mese di preparazione di cui ho accennato prima, è riferito ad un ciclista medio che fa già delle granfondo e percorre un minimo di 7-8.000 km all’anno, ossia ad uno che ha già una buona base.»

Letto 412 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Agosto 2017 15:00
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